Del Cambiamento…e del cambio di gioco

FB_IMG_1438552057448 (2)Proprio ieri sono trascorsi esattamente due anni da che la mia vita professionale è cambiata, totalmente cambiata. Ed io con lei, rivoltata come un calzino. E proprio qualche giorno fa mi è tornato fra le mani un testo che ho molto amato, e che per me è stato una pietra miliare nella maturazione, lenta e veloce al contempo, dolcissima e violenta, dell’idea di voler lasciare la mia vita di sempre. Quella solida e sicura vita professionale che mi ero costruita. Che mi ero ritrovata. In cui non mi ritrovavo neanche più. Da tempo, da troppo tempo.

Il testo, il mio romanzo d’ispirazione, è “Un uomo temporaneo”, di Simone Perotti. Avevo iniziato a seguire Simone e ad approfondire il suo cammino, interiore ed esteriore, forse qualche tempo prima. Ma in me, evidentemente, il seme del Cambiamento aveva già trovato terreno fertile. E senza che neanche me ne accorgessi aveva iniziato a mettere radici, profonde, molto profonde…e pian piano, giorno per giorno, a germogliare.

Nel romanzo di Simone Perotti il protagonista, Gregorio, ero davvero io. In qualche modo. Come forse tante altre persone che prima di me ci erano passate e dopo di me ci passeranno. Nella postfazione l’autore scrive “…Ho convissuto con Gregorio per anni. Ho fatto il tifo per lui, ho temuto per lui. Non so quante volte sarei voluto essere lui. Gregorio è il mio fratello immaginario, il mio alter ego….Gregorio non si limita a cambiare le regole: cambia il gioco…”. Ho letto il romanzo tutto d’un fiato. E l’ho riletto. Sottolineando con la matita, scrivendo annotazioni personali sulle pagine, come faccio solitamente quando una lettura mi prende molto. Ed arrivata in fondo, la prima volta, ho pianto molto. Anche io, come Gregorio, ho provato a cambiare qualcosa mentre lavoravo, nell’azienda in cui lavoravo. Ed anche io, come lui, ho avuto successi e sconfitte. Anche io, come lui, non ho odiato la mia azienda, non mi sono sentita defraudata e maltrattata…Per tantissimo tempo. Come lui non ho cercato vendetta ma ho solo cercato per tanto tempo, per moltissimo tempo, anche negli ultimi e più grigi periodi, di continuare a rendermi utile. Gregorio ad un certo punto se ne va…lascia tutto…parte….Nessuno sa più nulla di lui. E tutti noi, autore e lettori, ce ne immaginiamo infiniti epiloghi. Ed è possibile che un giorno Gregorio ricompaia. O, forse, è possibile che non se ne sia mai andato e dimori in chiunque senta così viva la spinta al Cambiamento. Perché Gregorio cambia addirittura il gioco, non solo le sue regole.

Attraverso il romanzo di Gregorio, arrivato a me non casualmente (perché nulla accade o non accade a caso!), le mie gambe hanno iniziato pian piano a muoversi. Poi, sempre più velocemente, a correre. A perdifiato!!! Sono passata quindi ad “Adesso Basta”, il saggio autobiografia di Perotti e, quindi, al sempre suo “Avanti tutta” (titolo completo: “Contro la follia delle aziende e l’inerzia dei lavoratori – Avanti tutta – manifesto per una rivolta individuale”). I miei “Manuali”, come amo definirli. Ho approfondito il movimento del c.d. Downshifting, dello “scalare le marce”, letteralmente. Ho compreso che non avrei potuto e voluto compiere del tutto questa scelta ed abbracciarla in toto come hanno fatto molte persone, anche in Italia. Ma ne ho accolto parti. Ne ho fatti miei molti tratti. Ho fatto un downshifting parziale, non violento od immediato. Più graduale. Ma, come in tutti, estremamente ponderato, sentito, cercato, vissuto, accolto. Ho decelerato. Ho scalato le marce. Che è diverso dall’inchiodare il piede sul freno. Ho fatto una scelta anticonvenzionale (e folle ed oltraggiosa ed irriverente, a detta di molti, dati i tempi che corrono!), quella di lasciare un lavoro ben retribuito e sicuro…sì, l’ho fatta. E passati ormai proprio due anni, mi dico e vi dico che non tornerei indietro. In questi due anni ho attraversato anche l’inferno interiore, l’angoscia, la paura per il domani…non lo nego. La sensazione, fortissima, di non farcela. Di non poter ripartire. Ho attraversato tutto questo, in andata e ritorno. E poi ancora ed ancora. A velocità incontrollata. Come in un frullatore. Ho guardato gente andarsene e doversene andare con un dolore interiore molto forte. Loro, io. Ho lasciato andare e me ne sono andata perché non ne potevo più. Perché i miei valori erano cambiati. Perché non erano più in linea con quelli dell’azienda. Perché non condividevo scelte dolorose che l’azienda stava portando avanti. Perché non reggevo più il rapporto folle col mio capo. Perché per me era tutto troppo. Perché ero cambiata io. Virare. Cambiare il gioco, non solo più le regole. Talvolta non si ha altra scelta. Per riprendersi in mano la propria vita in maniera sana e responsabile. Aggiungerei, finalmente sana e responsabile.

Il bisogno di un Cambiamento, così forte e radicale, è entrato nella mia esistenza anni fa, attraverso un vissuto personale e familiare particolarmente difficile. L’esperienza della malattia mi ha poi portata a guardarmi allo specchio. Senza più riconoscermi. Ho avvertito un bisogno, prima urgente e doloroso, di strapparmi la maschera. Di mollare il controllo. Di respirare e provare lentamente ed amorevolmente ad accogliermi. Per come ero. Per come realmente ero. Sperimentando la gioia, mista anche ad angoscia ed ansia, non lo nego, di ritrovare la mia strada. Quella strada che mi riconducesse davvero a casa. La strada del cuore. Quel tempo di maturazione interiore e quel bisogno di lasciarmi andare ad una completa assunzione di responsabilità, proprio nell’essere veramente me stessa, ascoltandomi ed affidandomi alle mie sensazioni ed intuizioni, mi hanno addirittura condotta a prendere la sofferta decisione di lasciare quel rassicurante lavoro a cui mi ero dedicata negli ultimi dieci anni. Ed in cui io non mi sentivo più me stessa.

In tutto questo processo e percorso il Counseling ed il costante lavorio di crescita personale condotto su me stessa hanno avuto un ruolo fondamentale.

E’ per questo che ho voluto aprire l’esperienza del mio Blog con il tema del Cambiamento. E scrivere di Cambiamento a due anni da una delle scelte più importanti della mia vita, a livello professionale, non è di certo casuale.

Come non sono casuali l’aver progettato e promosso un seminario proprio sul tema del Cambiamento e della Transizione Professionale che terrò a fine Settembre e che ho già sperimentato, in forma più ridotta, in Primavera. Focalizzandomi su Consapevolezza ed Empowerment, su Risorse, interiori e non, per affrontare il cammino.

Neanche casuale è la scelta dell’immagine e del testo di Benvenuto al sito di Let’s Counseling, la creatura che forse è sempre stata dentro di me in questi anni più recenti ed alla quale da poco sono riuscita a donare la luce.

“…Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.

Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.

Questa strada ha un cuore?…”

(da “Gli insegnamenti di don Juan” di Carlos Castaneda)

E, come per chi giunge al Sito di Let’s Counseling, se si è giunti sino a qui, se si è percorsa la strada che conduce sino a questo luogo, non è per caso. Ed un senso c’è.

Se si è scelto di camminare sino a qui, lo ho, lo abbiamo, ritenuto e sentito necessario.

Perché questa strada ha un cuore.

E spesso, il solo riconoscere di aver bisogno ed il poter poi chiedere aiuto ci fa stare infinitamente meglio.

Sentire dentro di sé il seme del Cambiamento è un dono. Che merita di essere percepito, riconosciuto, coltivato, accolto.

Così come merita di essere accolto il Cambiamento che giunga inaspettato nella nostra esistenza. Anche a sconvolgerla. Sia esso inerente ad un ambito lavorativo, familiare o addirittura di salute e malattia.

Come accolgo il Cambiamento? Come lo gestisco? Come posso beneficiare, in ogni modo, anche attraverso il dolore, di tutto ciò che ora è differente?

Tornerò spesso, in questo Blog, sul tema del Cambiamento. Tema che, dalla mia personale esperienza, di lavoro e di malattia, mi sta così tanto a cuore. E che vorrebbe proprio essere il “core business” del progetto Let’s Counseling.

“…La vita se ne va senza che neppure proviamo a vivere come dovremmo, per le persone che siamo, per le risorse che abbiamo. Il che costituisce da sempre, e per certo, la miglior ricetta per l’infelicità. Adesso basta” (Simone Perotti, “Adesso Basta”).

 

 

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